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Mostro
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Un mwdwmostro è un essere, reale o mweaimmaginario, con caratteristiche diverse dalla norma e, in quanto tale, generatore di stupore e paura.cite-ref-disc-1-0[1]cite-ref-0-2-0[2]
Contents
• Esempi
• Note
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Etimologia e caratterizzazione
Se inteso in senso positivo, o perlomeno ambiguo, il mostro è accostabile ai mwlgmwlwmirabiliacite-ref-liber-5-0[5], e ai cosiddetti "mwnafenomeni da baraccone"; se inteso invece in senso negativo, si carica, secondo il contesto, di una valenza mwnqfisica o mwngmorale.
Il mostro è una creatura che ha un aspetto strano, come ad esempio avere due teste, oppure con le dimensioni diverse dalla norma, come ad esempio i mwoaciclopi o i mwoqgiganti. Nelle mitologie e nelle tradizioni popolari delle diverse culture esistono innumerevoli esempi che vengono in genere associati a significati simbolici. Il termine è associato anche a persone reali, in senso figurato, sia con un'accezione negativa, riferita a una persona con un aspetto particolarmente lontano dai canoni estetici tradizionali, ma anche a una persona che si macchia di atti particolarmente biasimevoli; in questi casi, è invalso l'uso, nel linguaggio giornalistico, di riferirsi a criminali particolarmente efferati con questo appellativo, ad es. il mwogmostro di Firenze;cite-ref-0-2-1[2]cite-ref-6[6] "Mostro", dunque, può essere definito sia chi presenta mwqwdeformità mwraanatomichecite-ref-taruffi2-7-0[7] sia chi si comporta in un modo disumano.
A parte va poi considerata l'espressione "mostro sacro", riferita a una persona, un animale o un oggetto tenuti in tale considerazione da non poter essere criticati o attaccati, sino a diventare - talvolta - un mwuwtabù.
Funzioni del mostro
Nell'mwwaantichità e nel mwwqMedioevo il mostro rivestiva solitamente una duplice funzione: da un lato incarnava una forza dirompente e distruttrice, rappresentando un mwwgnemico o mwwwmwxaantagonista di mwxqDei ed mwxgeroi; dall'altro possedeva una forza sovrumana in grado di proteggere luoghi o custodire persone, divenendo dunque un mwxwmwyaguardiano.
Tali aspetti talvolta si sovrapponevano come nel caso di mwygḪumbaba, posto da mwywShamash a guardia della Foresta dei Cedri e poi ucciso da mwzaGilgamesh ed mwzqEnkidu, di mwzgPitone, che custodiva l'mwzwOracolo di Delfi e morto per mano di mwaaApollo, di mwaqCerbero, cane da guardia a mwagtre teste degli mwawInferi catturato da mwbaEracle, di mwbqArgo, carceriere di mwbgIo addormentato e poi decapitato da mwbwErmes.
Spesso, tuttavia, le due funzioni si escludevano a vicenda; un mostro dunque o andava combattuto o andava rispettato. Nel primo caso, la figura era al centro di vari mwcqmiti, mwcgleggende e mwcwfiabe in cui l'eroe aveva tra i suoi compiti proprio quello di uccidere-sconfiggere-catturare il mostro. Nel secondo caso, la figura assumeva una caratterizzazione tipicamente mwdasacra e a volte mwdqdivina, come per mwdgAmmut, che divorava il cuore degli ingiusti.
Classificazione
Di là dall'interpretazione positiva o negativa che del mostro hanno dato vari popoli e scrittori (cfr. il paragrafo mwewmwfa#Esempi), la natura di tale essere vivente può essere classificata in base a tre parametri principali, da cui derivano tre tipi differenti di mostro.
Il primo parametro riguarda la presenza di caratteristiche comuni ad altri esseri viventi, ma riscontrate nel mostro in modo smisurato, vale a dire "abnorme" e/o "deforme".cite-ref-taruffi-8-0[8] Il secondo parametro riguarda la compresenza (mwhaibrido) di caratteristiche che, in condizioni ritenute normali, dovrebbero appartenere ad esseri viventi diversi.cite-ref-bellini-9-0[9] Il terzo parametro riguarda infine caratteristiche che, andando contro le leggi mwiqnaturali e della mwigfisica, dovrebbero essere assenti in qualunque essere vivente e sono invece presenti nel mostro in questione.cite-ref-foucault-10-0[10]cite-ref-11[11]
Tutti i tre i parametri citati possono inoltre combinarsi in vari modi.
Ulteriori classificazioni dei mostri sono possibili prendendo in esame altre importanti variabili. Tra queste, le tre principali riguardano il fatto che il mostro appartenga ad una specie in grado di riprodursi (i mwlqcentauri) o sia invece un mwlgunicum (la mwlwChimera), che sia nato da un parto della mwmanatura (i mwmqtitani) o per un esperimento umano (la "mwmgCreatura di Frankenstein", il mwmwGolem), o infine che sia percepito come un essere malefico o benefico (sfumature intermedie comprese).
I tipo: abnormità e deformità
I mostri appartenenti a questo tipo presentano caratteristiche abnormi e deformi rispetto agli esseri viventi ritenuti "normali". Un tipico esempio sono le dimensioni eccessivamente piccole o grandi, come avviene nei mwngnani e nei mwnwgiganti (entrambi ascrivibili alla sfera mwoaumana), e negli animali cresciuti a dismisura. A tale tipo appartengono, dunque, tanto i mwoqLillipuziani, gli mwoggnomi e i mwowfolletti, quanto gli mwpaorchi, mwpqKing Kong, mwpgGodzilla e le formiche giganti di mwpwmwqaAssalto alla Terra.
L'abnormità, inoltre, riguarda spesso il numero di organi, in difetto o in eccesso, posseduti dal mostro: un solo occhio (il mwqgciclope), cento braccia (i mwqwCentimani), mwratre teste (mwrqCerbero), con varianti pressoché infinite che includono l'assenza stessa di uno o più organi (basti pensare allo "mwrgspaventapasseri senza cervello" e all'"mwrwuomo di latta senza cuore" del mwsamwsqMago di Oz).
Oltre alla quantità, l'aspetto del mostro può apparire abnorme anche nella qualità. In questo caso si parla più propriamente di "mwuwdeformità", spesso associata al concetto di bruttezza: ad esempio l'essere zoppo (mwvaEfesto), gobbo (il mwvqGobbo di Notre Dame e il mwvgparodico Igor in mwvwmwwaFrankenstein Junior) o sfigurato (mwwqil fantasma dell'Opera, mwwgJoker, mwwwDarkman).
L'incapacità di svolgere normali e semplici attività - secondo la diversa tradizione e sensibilità di vari popoli - può a sua volta rientrare in questo tipo, a cui apparterrebbero quindi gli esseri viventi nati sordi o ciechi. Emblematico, in tal senso, è il racconto mwxqmwxgIl paese dei ciechi di mwxwHerbert G. Wells, dove i non vedenti si ritengono una razza superiore rispetto a chi è dotato della vista, tanto da considerarlo un mostro che, per poter sposare una di loro, dovrà privarsi degli abnormi organi chiamati "occhi".
Un caso particolare è infine costituito dai mostri che presentano parti del proprio corpo di un materiale diverso da quello comune, spesso di origine inorganica. È il caso dell'"uomo di bronzo" mwyqTalos, forgiato dal dio-fabbro mwygEfesto. Si tratta, in ogni caso, di una tipologia particolarmente attestata in modo trasversale nelle varie epoche, da quella mwywantica alla mwzamodernità. Tuttavia, dopo l'avvento di mwzqrobotica, mwzgcibernetica e mwzwbionica, alcuni mostri moderni sono da considerarsi piuttosto degli mw0aibridi e appartenenti dunque al mw0qII tipo.
II tipo: l'ibrido
I mostri appartenenti a questo tipo presentano caratteristiche proprie di differenti specie viventi - mw1aumana, mw1qanimali e mw1gvegetali - variamente combinate. Tutte le combinazioni sono possibili e attestate (in mw1wmitologia, mw2aantropologia, mw2qletteratura, mw2garte, mw2wfumetti e mw3acinema), ma non altrettanto feconde.
La più comune è la commistione di elementi umani e animali, come nel mw3gminotauro, l'mw3warpia, il mw4alupo mannaro, o nei più recenti mw4quomo falena e mw4gUomo ragno (quest'ultimo preceduto da antiche mw4wdivinità con le quali non ha però alcun legame).
Frequente è anche la combinazione di elementi provenienti da animali diversi. L'mw5qunicorno, il mw5gcavallo alato, la mw5wSfinge, la mw6aChimera, il mw6qdrago ne sono notissimi esempi.
Più rari sono invece gli mw6wibridi che coinvolgono il mw7aregno mw7qvegetale. Si ricordano, in particolare, la mw7gmandragola, i mw7wbaccelli giganti di mw8amw8qL'invasione degli ultracorpi e la mw8gcreatura aliena di mw8wmw9aLa cosa da un altro mondo (umano-vegetale), e il mw9qBorametz (animale-vegetale).
A questo tipo, inoltre, appartengono quegli esseri viventi che presentano caratteristiche in netto contrasto tra loro, tanto che dovrebbero eludersi a vicenda nelle creature "ordinarie": la vita e la morte (gli mw9wzombie, i mw-avampiri), maschio e femmina (l'mw-qermafrodita, uno degli mw-garchetipi mw-wjunghiani).
III tipo: il sovrannaturale
I mostri appartenenti a questo tipo presentano caratteristiche che, contravvenendo alle leggi mwaqqnaturali e della mwaqufisica, dovrebbero a rigor di mwaqylogica essere impossibili. Tra queste, le più comuni fin dai mwaqctempi antichi sono l'mwaqgimmortalità, l'invulnerabilità e un elenco piuttosto lungo di poteri sovrannaturali, dalla mwaqktelepatia all'mwaqoinvisibilità, in vari casi legati a mwaqspercezioni extrasensoriali. Si tratta, solitamente, di caratteristiche interpretate al negativo: l'impossibilità di mwaqwmorire, di essere feriti, di essere visti e così via; o, al contrario, di capacità straordinarie come il saper uccidere o pietrificare con lo sguardo, mwaq0spostarsi all'istante da un luogo all'altro, leggere nel pensiero, mwaq4predire il futuro o conoscere ciò che nessuno sa. In questo senso, anche gli mwaq8indovini sono da considerarsi mostri nell'accezione di "prodigi" e, in effetti, essi in origine avevano sovente sembianze mostruose come il mwaraPitone ucciso da mwareApollo.
Nell'antichità sono piuttosto frequenti mostri di questo tipo, dalla mwarmGorgone alla mwarqSfinge, entrambe femminili. Anche nel mwaruMedioevo godono di notevole fortuna, come dimostrano ad esempio il mwarybasilisco, il mwarcdrago sputafuoco e la mwargmandragola (quest'ultima appartenente anche al mwarkII tipo).
Altre classificazioni
Oltre alla classificazione in tre tipi proposta qui sopra, ne esistono varie altre che prendono in esame mwasyparametri differenti e altrettanto legittimi.
Il primo fa riferimento alla cosiddetta "appartenenza di mwasgspecie". Il mostro, infatti, può essere o meno in grado di riprodursi, presentandosi - secondo i casi - o come un esemplare unico o come una specie vera e propria, diffusa su un territorio nel quale prende più o meno parte alle dinamiche della mwaskcatena alimentare, di mwasogenerazione in generazione.
Se è vero che la maggior parte dei mostri appartiene a un gruppo più ampio di suoi simili (i mwaswcentauri, i mwas0satiri, gli mwas4orchi, i mwas8draghi, etc.), sono altresì attestati diversi casi di creature che costituiscono un mwataunicum nel loro genere. Si tratta, solitamente, di esseri generati per una punizione divina (mwateScilla), un esperimento umano (la mwatiCreatura di Frankenstein) o un accoppiamento aberrante tra specie fra loro incompatibili (il mwatmMinotauro).
Questa, tuttavia, è una regola che conosce varie eccezioni. La mwatuFenice, per esempio, è un essere vivente mwatysovrannaturale che rinasce dalle sue stesse ceneri, secondo un particolare fenomeno di mwatcpalingenesi che lo rende unico oltre che mwatgimmortale (lo stesso esemplare torna in vita, infatti, ogni 500 anni).
Un secondo parametro fa invece riferimento al modo mwauqnaturale o artificiale con cui il mostro ha avuto origine. La maggior parte dei mwauumostri risponde alla prima tipologia, ma esistono vari casi in cui è l'uomo, con le sue conoscenza, a dare vita a un nuovo essere. Ricordiamo, in particolare, la già citata mwauyCreatura di Frankenstein (frutto del delirio di mwauconnipotenza dello mwaugscienziato), il mwaukGolem e l'mwauohomunculus (legati rispettivamente alla mwausCabala ebraica e all'mwauwalchimia), gli animali mwau0antropomorfi del mwau4dottor Moreau.
La sperimentazione, inoltre, può essere condotta dall'mwavauomo anche su sé stesso, giungendo a risultati inquietanti come raccontato da mwaveStevenson nel mwaviromanzo mwavmmwavqLo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.
Un terzo possibile parametro è il modo stesso in cui il mostro viene percepito e recepito da chi ne parla o scrive. Normalmente, infatti, il mostro è avvertito come una presenza negativa, in quanto orribile alla vista e crudele nel mwavycomportamento. Non sempre, tuttavia, ciò corrisponde a verità; in vari casi, anzi, la deformità o - più in generale - la "straordinarietà" di tale essere è motivo di timore reverenziale, rispetto, compassione. Ad esso, infatti, si attribuiscono spesso poteri sovrannaturali, oppure in lui si riconosce qualcosa di mwavcumano verso cui provare mwavgempatia, solidarietà, fratellanza, in nome del "genere umano" nel senso più ampio del termine.
In tali casi, però, il concetto di mostro si sovrappone e stratifica con quello di mwavofreak, come avviene per mwavsElephant Man, mwavwEdward mani di forbice e, per l'appunto, i fenomeni da baraccone di mwav0mwav4Freaks.
• Per le varie interpretazioni del concetto di mwawkmostro, cfr. il mwawoparagrafo successivo.
Percezione e ricezione del mostro
«Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto d'uomo? O sarà come me?»
Il concetto o mwaw8categoria mentale di mwaxamwaxe"mostro" è strettamente legato alla sensibilità di un dato popolo o di una data epoca; risponde quindi a fattori mwaxiculturali, mwaxmambientali, mwaxqgeografici, mwaxutemporali. La prospettiva con cui si interpreta di volta in volta il mwaxysignificato (implicito o esplicito) del mostro, dipende inoltre dal modo in cui si intende indagare gli elementi caratteristici del mostro stesso. Il punto di vista mwaxcreligioso, ad esempio, nel mette in luce la connessione col sacro; quello mwaxgbiologico, al contrario, studia i fattori che determinano o influenzano il presentarsi di abnormità e deformità. mwaxkAntropologia e mwaxopsicologia, invece, pongono l'accento sul mwaxsmostro come categoria, più o meno contrapposta a quella di mwaxwessere umano o allmwax0'mwax4individuo. Infine, mwax8arti visive, mwayasatira e mwayeparodia si fanno spesso interpreti personali e originali di aspetti meno appariscenti di tali creature, anche forzandone l'immagine socialmente condivisa.
Per una trattazione più sistematica di tali singoli aspetti e prospettive, si vedano i paragrafi mwayminfra.
Il mostro nella religione
Religioni antiche e mitologia
Nelle religioni antiche, così come nella mitologia, il mostro è una creatura dai caratteri ambigui, associata tanto al mwazuBene quanto al mwazyMale. In ogni caso, tuttavia, è vista come un essere sacro e, in quanto tale, inviolabile. Profanare il corpo di un mostro (anche con la sola vista) o ucciderlo richiede solitamente la purificazione, come nel caso del mwazcmito di mwazgApollo e mwazkPitone, o la morte del responsabile, senza distinzione tra umani e dei.
Oltre ai già citati mwazscentauri e mwazwsatiri, presso gli mwaz0antichi Greci possiamo annoverare, a titolo di esempio, creature straordinarie come la mwaz4Chimera, l'mwaz8Idra, mwaaaGerione, mwaaeCerbero, le mwaaiSirene, le mwaamArpie, i mwaaqCiclopi, mwaauScilla e mwaayCariddi, mwaacMedusa, mwaagArgo.
Frequenti sono anche i mostri marini, come quello inviato da mwaaoposeidone a favore degli mwaasAchei per divorare l'indovino mwaawtroiano che diffidava del dono del mwaa0cavallo di legno.
Particolarmente bizzarri sono gli esseri viventi descritti da mwaa8Luciano di Samosata nelle mwabamwabeStorie vere con intenti mwabiparodici verso il mito; tra questi ricordiamo i mwabmNefelocetauri (mwabqcentauri-mwabunuvola), le mwabyOnoschelee (mwabcdonne-mwabgasino) e gli mwabkPsettòpodi (dai-mwabopiedi-di-mwabsrombo).
In altre culture antiche, troviamo invece i mostri dei mwab0sepolcri mwab4egizi, gli dei mwab8antropomorfi e i mwacafaraoni stessi tornati in vita. Anche gli dei orientali talvolta vengono raffigurati con sembianze mostruose, si pensi alla dea mwaceKālī con quattro braccia.
Dopo l'avvento del Cristianesimo (in Occidente)
In epoca cristiana abbiamo la comparsa del mostro percepito in chiave più negativa, come una creatura che, in generale, incarna il male.
La Grande Bestia, mostro sotto ogni punto di vista, viene rappresentata spesso con aspetto straordinario: corna e zoccoli, deformità mwaccanatomiche, denti aguzzi, attributi sessuali vergognosi e insieme seni femminili ad indicare la perversione (mentre, nelle religioni antiche, l'mwacgandrogino è un mwackarchetipo più sfumato). mwacoDante la dipinge come un demonio gigante, intrappolato per sempre nella sua ira, che riversa con veemenza su chi ha tradito mwacsDio.
Il mostro nelle scienze e pseudoscienze
Antropologia
Dal punto di vista mwadkantropologico, la categoria di mwadomostro definisce, per contrapposizione o rispecchiamento, quella di mwadsessere umano; investe cioè i confini, talora netti talora sfumati, fra mwadwmwad0umano e mwad4mwad8bestiale.
Presso i popoli primitivi, le due categorie non appaiono mai del tutto distinte, bensì sovrapposte o comunque abbastanza fluide. L'uomo, difatti, non si vede ancora come un vero e proprio mwaeeunicum della mwaeinatura, come mwaemaltro rispetto al mondo animale. il mostro, su tali basi (mwaeqreligiose, mwaeusociali e mwaeypsicologiche) diviene quindi un elemento di contatto, un ponte fra l'uomo stesso e ciò che lo circonda, spesso con caratterizzazioni mwaecmagiche, mwaegsovrannaturali e mwaekpropiziatorie.
Mano a mano che l'mwaesHomo sapiens acquista consapevolezza di una propria supposta "unicità" (riflessa soprattutto nei mwaewmiti e negli studi mwae0storico-mwae4filosofici, come anche in quelli mwae8scientifici), la categoria di "mostro" tende sempre più a contrapporsi a quella di "essere umano". I confini si fanno più netti: alla mostruosità mwafamwafefisica si accompagna sovente quella mwafimwafmmorale. Un esempio significativo è dato dal mwafqdeterminismo genetico di mwafupseudoscienze come la mwafyfisiognomica.
Fin dall'antichità, comunque, il tema dell'mwafgHomo sapiens tramutato in mwafkanimale, di solito per una maledizione, è tipicomwafo – oltre che dei racconti mwafsmitologici – anche delle mwafwfiabe e del mwaf0folklore in generale. Tra i casi più significativi vi sono mwaf4mwaf8La bella e la bestia, mwagaMelusina e il mwagetopos del mwagiprincipe trasformato in mwagmranocchio. Una rivisitazione moderna, che capovolge tuttavia la prospettiva, è nel mwagqfilm d'animazione mwagumwagyShrek, dove l'elemento bestiale è a tutti gli effetti positivo quanto quello umano (vedi anche mwagcIl mostro nella parodia e nella satira).
L'mwagketà moderna, tuttavia, ha conosciuto e conosce tuttora numerose eccezioni a tale tendenza, ormai - tra l'altro - da considerarsi non più come "pensiero dominante" presso la comunità scientifica e, meno, la società. mwagoArte, mwagsfilosofia e mwagwcinema, oltre alle nuove conoscenze mwag0biologiche e mwag4genetiche, hanno contribuito a ridefinire le categorie "mostruosità/normalità" secondo criteri meno nitidi, e con varie zone d'ombra ancora da indagare. Tra gli intellettuali che, più di altri, hanno tentato di scardinare il confine fra mwag8umano e mwahabestiale, si ricordano in particolare mwaheMary Shelley, mwahiTod Browning e mwahmJean Cocteau.
Biologia
In mwaiebiologia ed mwaiiembriologia, è definito mostro un individuo che presenta una struttura profondamente diversa (per abnormità o deformità) rispetto a quella degli altri individui della sua stessa mwaimspecie.
I mwaiumostri biologici sono noti fin dall'mwaiyantichità, epoca in cui si pensava che fossero il risultato di accoppiamenti innaturali accompagnati o meno da una punizione divina (quello del mwaicminotauro è, in questo senso, un mwaigmito esemplare dal punto di vista mwaiketico dell'uomo dell'mwaioantica Grecia).
mwaiwPlinio il Vecchio, nella sua mwai0Naturalis Historia descrive spesso ciò che di "mostruoso ed eccezionale"cite-ref-mds-13-0[13] la natura offriva ai suoi occhi di storico e naturalista: mwajiciclopi, mwajmAndrogini "che hanno l'uno e l'altro sesso, e usano insieme come torna lor bene"cite-ref-nh-14-0[14], "huomini co' piedi volti al contrario, avendo otto dita in ciascun piede, e in molti monti sono huomini con capi di cane"cite-ref-nh-14-1[14], assieme anche ad mwajwmwaj0anfisbene, mwaj4draghi, mwaj8lupi cervieri, mwakagatti mammoni, la mwakesfinge e il mwakibasiliscocite-ref-mds-13-1[13]. Molti di questi cosiddetti mostri si riveleranno inesistenti. Plinio stesso ha sempre raccontato di questi esseri fantastici poiché credeva nella loro realtà, e ne narrava per divulgare e informare (quando non era sicuro dell'esistenza di qualcosa, inseriva un mwakcdiciturcite-ref-15[15]). L'opera di Plinio è fondamentale poiché su di essa si baseranno tutti gli studi dei naturalisti dei secoli successivi, e soprattutto nel Cinquecento.
Nei primi secoli d.C., il mostruoso venne trattato anche da mwak0Claudio Eliano, nel mwak4De natura animalium, da mwak8Oppiano di Apamea nel mwalaCynegetica, mwaleSolino nel mwaliDe mirabilis mundi.
Sono soprattutto questi esseri mitologici a venire delineati meglio nel corso del Medioevo, come creature mostruose e simboli del male. mwalgIsidoro di Siviglia se ne occupa nel libro XII dellmwalk'mwaloEtymologiarum, dal titolo mwalsDe animalibus. Ricorda il mwalwbasilisco "rex serpentium", l'mwal0anfisbena "quod duo capita habeat, unum in loco suo, alterum in cauda".
Nel 1642, mwal8Ulisse Aldrovandi affrontò la questione con lo spirito del naturalista, nel classico mwamaMonstrorum historia cum Paralipomenis historiae omnium animalium.cite-ref-16[16]
Oggi il mondo mwamyscientifico è invece concorde nel ritenere che tali mostri derivino da turbe dello sviluppo mwamcembrionale, causate da fattori mwamggenetici e/o mwamkambientali. Tra le deformità più note, vi sono quelle dei mwamosiamesi e dei mwamsfocomelici.
La branca che si occupa dei mostri embrionali prende il nome di mwam0teratologia o mwam4teratogenesi, dal mwam8greco τέρας (tèras; "prodigio", "portento", "essere mostruoso"). Lo studioso mwanaGeoffroy Saint-Hilaire ha anche elaborato una loro classificazione, accettata da gran parte della comunità scientifica.
Psicologia
Letto in chiave mwanwpsicologica, il mwan0mostro diviene lo mwan4specchio in cui il soggetto si guarda. Secondo i differenti canoni mwan8estetici, princìpi, valori e via dicendo, la mostruosità dell'essere sarà l'immagine riflessa di ciò che il soggetto teme (a più livelli) in sé stesso, negli altri, in una data situazione. Di solito, tale legame assume una qualche consapevolezza, seppure mwaoainconscia, nel mwaoesogno e specialmente nell'incubo.
La dimensione onirica, dal suo canto, tende a operare delle trasformazioni su come il sognatore percepisce la realtà, comprese persone, oggetti, ambienti ed episodi a lui ben noti e familiari. Per il fenomeno della mwaomtraslazione, il soggetto, ad esempio, trasferisce (trasla) nel mostro le proprie paure verso un evento poco rassicurante, una conoscenza ambigua, ecc.
Non sempre, tuttavia, il processo messo in atto dall'attività onirica o durante la veglia ha connotazioni negative. Se il soggetto ha un buon rapporto con sé stesso e, di conseguenza, con il mondo esterno, la sua rappresentazione del mostro sarà in realtà uno specchiarsi per vedere in esso la propria identità nascosta. Si tratta, in questo caso, della ricognizione, con la quale l'individuo riconosce sé stesso nell'altro, senza avvertire una cesura netta fra mondo interiore e mondo esteriore. La mwaoyproiezione, al contrario, proietta nel mostro (cioè l'altro), tutto ciò che il soggetto non accetta in sé stesso, frapponendo una soluzione di continuità fra l'Io e il mondo: il primo viene vissuto come un baluardo, dimora del mwaocgiusto e del mwaogbello, assediato dal secondo, ricettacolo dellmwaok'mwaooingiusto e del mwaosbrutto.
Visto in questa chiave, il mostro è quindi un indice o una mwao0cartina al tornasole di come viene interpretata lmwao4'mwao8alterità.
Spesso i soggetti più propensi a operare una ricognizione piuttosto che una proiezione sono quelli in età mwapeadolescenziale, che tendono a simpatizzare con la condizione di reietto, goffo e incompreso del mostro. Gli adulti, invece, s'identificano generalmente con creature il più possibile ordinarie ed armoniche, viste, in quanto tali, come portatrici di ordine fisico e morale.
Un caso significativo che mette in luce tale inclinazione, è dato dal mwapmracconto mwapqfantascientifico mwapumwapySentinella di mwapcFredric Brown, nel quale il lettore è portato a solidarizzare totalmente col protagonista, dando per scontato che si tratti di un mwapgumano in guerra con orribili alieni su un altro mwapkpianeta; salvo scoprire, nel finale, che il protagonista è l'alieno, mentre i nemici che combatte sono mostri “mwapocon solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante, e senza squame”. L'mwapsempatia fra il soggetto (che ritiene sé stesso la norma) ed il mostro si fonda, dunque, su un equivoco che, una volta risolto, spiazza le convinzioni e proiezioni iniziali del soggetto.
Un caso particolare di percezione psicologica del mostro (nello specifico dell'ibrido) è nella sensibilità di mwap4Eugenio Montale. Nel racconto mwap8Reliquie (da mwaqamwaqeFarfalla di Dinard), l'mwaqiokapi è descritto come "un esemplare unico al mondo" perché "mezzo mwaqmasino, mezzo mwaqqzebra, mezzo mwaqugazzella, mezzo mwaqyangelo". Una sorta, dunque, di animale custode - oltre che mwaqcmwaqgsenhal di mwaqkClizia - del quale lo scrittore, tuttavia, mette a nudo tutta la fragilità. Come lui, l'okapi "trema di terrore se vede gli uomini: è troppo delicato per stare tra belve come noi".
Zoologia e criptozoologia
Alcune specie viventi, soprattutto animali, sono state ritenute a lungo dei mwaqwmostri per via delle loro caratteristiche, interpretate di volta in volta come ibride o deformi. Tra queste spiccano l'mwaq0ornitorinco e l'mwaq4okapi.
Il primo, secondo un mwaramito mwareaborigeno, sarebbe il frutto di uno stupro subito da un'mwarianatra da parte d'un mwarmtopo d'acqua. L'episodio mette in luce due aspetti:
• la nascita del primo mwaryornitorinco è percepita come innaturale (l'incrocio di due specie);
• il concepimento stesso è dovuto a un atto violento, circostanza che rimanda a interventi divini legati a ira, vendetta e ingiustizia.
Il secondo è invece "definibile solo per approssimazione, quasi mwarkmwarovia negationis"cite-ref-17[17]. Esso, infatti, come prova a descriverlo mwar8Montale in mwasaReliquie (da mwasemwasiFarfalla di Dinard), è "mezzo mwasmasino, mezzo mwasqzebra, mezzo mwasugazzella, mezzo mwasyangelo".
Tuttavia, in seguito alle nuove scoperte (a partire dalla mwas4classificazione scientifica di mwas8Linneo), la mwatazoologia ha interpretato diversamente tali esemplari assieme a molti altri, rinunciando all'utilizzo in tal senso del concetto di mwatemostro. Quest'ultimo, difatti, è passato ad indicare, più propriamente in ambito mwatibiologico, gli individui che si discostano in modo accentuato rispetto alla norma della propria stessa specie.
Ancora oggi, però, alcuni fautori della mwatqpseudoscientifica mwatucriptozoologia, si avvalgono del termine mwatymostro con intenti sensazionalistici. Così possono proporre come veritiere ricostruzioni di specie ibride inesistenti in natura, il cui corpo (imbalsamato tramite la mwatctassidermia) o mwatgscheletro è in realtà un collage ottenuto con parti di vari animali. Ne sono un esempio la "trota impellicciata", il "mwatkjackalope", o la "sirena delle Fiji", oltre al "gallo dal becco di giglio" (mwatoGryseonycta rostriflora) proposto scherzosamente dal futurologo Douglas Dixon.
Il caso più celebre è però, probabilmente, il cucciolo di mwat0drago conservato in mwat4formaldeide, ritrovato nel gennaio del mwat82004 dal mwaualondinese David Hart tra varie cianfrusaglie nella sua casa: ormai un accertato falso.
• Vedi anche il paragrafo mwaum#Biologia.
Il mostro nelle arti
Arti visive
In linea generale, l'mwaucarte si fa interprete visiva dei presupposti mwaugreligiosi, mwauksociali e mwauopsicologici da cui prende forma l'immagine stessa del mostro rappresentato di volta in volta. L'mwausiconografia, quindi, rispecchia o perlomeno risente di una visione esterna che non le è propria, componendo in un'unica opera elementi spesso variegati, sfaccettati e trasversali, tipici della mwauwcultura di riferimento.
L'arte tuttavia, in particolare mwau4pittura e mwau8scultura, interpreta anche un ulteriore parametro, quello mwavaestetico, difficilmente attribuibile o riducibile a un discorso religioso, sociale e psicologico. La differente sensibilità con cui i popoli, in epoche diverse, hanno percepito le sembianze dei mostri testimonia, infatti, un approccio altrettanto distinto a categorie come "bello/brutto", "giusto/sbagliato", "bene/male", "armonia/disarmonia" (dove il discorso estetico sconfina dunque in una valenza mwaveetica).
Figure mostruose venivano dipinte nei mwavmgraffiti già dai popoli primitivi, spesso in connessione con il sacro. Si tratta di espressioni figurative molto diffuse, destinate a suscitare stupore e orrore, forsemwavq – come ritengono alcuni studiosimwavu – con un senso di compiacimento.
In mwavcIndia e nel mwavgVicino Oriente, la mostruosità è un elemento che quasi mai si accompagna in modo netto e puro ad un'espressione del male. Le forme fantastiche presentano una varietà tale, quanto a deformità e abnormità, da essere piuttosto indice della fantasia dell'autore (e del contesto culturale in cui agisce) e di una simbologia assai complessa. Divinità senza testa e quadrupedi privi delle zampe anteriori, come nei mwavkbronzi del Lūristān, sono esempi estremi di un approccio molto libero nei confronti della mwavonatura nel suo aspetto terrifico ma non necessariamente inquietante. Il "mostruoso", anzi, è letto come una forma d'arte originale e raffinata. Frequenti inoltre, nel vicino Oriente, sono le raffigurazioni di tori alati, mwavsgrifoni e mwavwdraghi.
Meno "straordinari" mostri dell'mwav4antico Egitto, nella cui religione sono frequenti divinità con mwav8corpo umano e mwawatesta mwaweanimale (di mwawiibis, di mwawmvacca, di mwawqleonessa, di mwawufalco, etc.) o viceversa, come la mwawySfinge che ha testa di donna e corpo di leonessa.
In contrasto con quella mwawgasiatica ed mwawkegizia è invece la sensibilità dell'mwawoEuropa occidentale, che molto deve alla contrapposizione piuttosto accentuata fra "armonia" e "disarmonia", tipica della mentalità della mwawsGrecia classica. Ad mwawwAtene e nelle altre mwaw0póleis, infatti, le concezioni estetiche non permisero una rappresentazione del terrificante paragonabile a quelle orientali. Pittori e scultori, anzi, tentarono spesso di rendere armoniose le proporzioni dei mostri, anche quando questi (come i centauri e le sirene) erano il risultato ibrido di parti mwaw4anatomiche provenienti da esseri viventi fra loro non congruenti (uomo/cavallo, uomo/pesce, uomo/uccello). In generale, inoltre, la mostruosità fisica tende ad accompagnarsi ad una mostruosità morale, secondo il principio opposto al mwaw8kalós kaí agathós. Il mostro, come nell'arte mwaxasimbolica e mwaxeallegorica medievale, incarna quindi una potenza malefica. Con la differenza che, a partire dal mwaxiMedioevo, la rappresentazione acquista una maggiore valenza ornamentale (ad es. i mwaxmdoccioni) accanto a quella di monito, anche mwaxqsatirico, contro le tentazioni del mwaxuDiavolo e la violenza in generale.
La sensibilità verso ibridi e affini diviene più sfaccettata tra mwaxcOttocento e mwaxgNovecento. Un caso particolare è rappresentato dall'opera di mwaxkRené Magritte, in cui il mostro diviene simbolo di mistero, bellezza ancestrale e incomprensione dell'mwaxouomo verso se stesso e la mwaxsnatura.
• Vedi anche le voci: mwax4Incubo e mwax8Il mostro nella satira e nella parodia.
Satira e parodia
Il mostro compare in opere satiriche e parodistiche, nelle quali la sua diversità rispetto a ciò che è mway8normale (ovvero mwazanella norma) evidenzia, esasperandoli, gli aspetti mwazegrotteschi della realtà spesso, ma non sempre, con un chiaro intento di denuncia. Si ricordano, tra i vari esempi, le mwazicaricature mwazmottocentesche di mwazqJ.J. Grandville e mwazumwazyUbu re di mwazcAlfred Jarry. Un intento non propriamente mwazgsatiresco, ma indice comunque del mwazkmwazoj'accuse ai costumi, è nel mwazsracconto mwazwCome l'Uomo Ragno di Stefano Fantelli. Qui, una mwaz0bambina dotata di una fervida mwaz4immaginazione, vede gli mwaz8adulti acquistare sembianze mostruose legate ai loro mwa0avizi, spesso di carattere mwa0eibrido e mwa0iantropomorfo.
Esempi
mwa0c Nella mwa0gmitologia egizia
• mwa0sApopi
• mwa00Ammut
• mwa08Mummia
• mwa1eSeth
mwa1m Nella mwa1qmitologia greca
• mwa14Argo Panoptes
• mwa2aArpie
• mwa2iAnfesibena
• mwa2qCavalle di Diomede
• mwa2yCerbero
• mwa2gCeto
• mwa2oCiclope
• mwa2wCinghiale di Erimanto
• mwa24Chimera
• mwa3aForco
• mwa3iGorgoni
• mwa3qGerione
• mwa3yIdra di Lerna
• mwa3gLeone nemeo
• mwa3oMedusa
• mwa3wMinotauro
• mwa34Ortro
• mwa4aPolifemo
• mwa4iPitone
• mwa4cTifone
• mwa4kUccelli del lago Stinfalo
• mwa4sLadone
• mwa40Lestrigoni
• mwa48Echidna
• mwa5eEcatonchiri
mwa5m Nella mwa5qmitologia norrena
• mwa5cTroll
• mwa5kFenrir
• mwa5sKraken
• mwa50Orchi
• mwa58Jǫtunn
• mwa6eGarm
mwa6m Nella mwa6qmitologia giapponese
• mwa6cKappa (mitologia)
• mwa6kKitsune
• mwa6sOni
• mwa60Tengu
• mwa68Tsuchinoko
• mwa7eIsonade
• mwa7mYamata no Orochi
mwa7u Nella mwa7ymitologia aborigena australiana
• mwa7kBunyip
• mwa7sYowie
mwa70 Nella mwa74Bibbia
• mwa8eBehemoth
• Il mwa8mLeviatano
• mwa8uBestia del mare
• mwa8cLocuste dell'Abisso
• mwa8kSatana
• mwa9aBaba Jaga
• mwa9iKelpie
• mwa9qMandragola
• mwa9yGolem
• mwa9gJack il saltatore
• mwa9oLa bestia de mwa9smwa9wLa bella e la bestia
• mwa94Gatto Mammone
• mwa-e Diavoli
I mwa-0diavoli, nella mwa-4religione mwa-8cristiana, mwa-aebraica e mwa-eIslamica (che li considerano mwa-iangeli decaduti), sono spesso raffigurati come esseri deformi e mostruosi, ibridi fra mwa-mumani e bestie, con una connotazione sempre negativa. Fra le caratteristiche a loro solitamente attribuite vi sono la mwa-qcoda, delle mwa-uali di mwa-ypipistrello e le mwa-ccorna, come nellmwa-g'mwa-kmwa-oInferno mwa-sdantesco e nel mwa-wmwa-0Paradiso perduto di mwa-4Milton. Sono inoltre creature legate al mwa-8fuoco e agli mwbaaInferi (e quindi "ctonie").
Frequente, specie nel mwbaiMedioevo, è la rappresentazione di comuni mortali (re, giudici, etc.) sotto forma di demoni, per sottolinearne la natura abietta e crudele nascosta da sembianze umane.
Una trattazione sistematica delle gerarchie infernali è nella mwbaumwbayPseudomonarchia Daemonum (del mwbac1577, in appendice al mwbaggrimorio mwbakDe prestigiis daemonum di mwbasJohann Weyer) e nel mwbawsaggio-mwba0manuale mwba4Le livre rouge di Dourcet-Valmore.
• Per il demone avente connotazioni positive vedi le voci: mwbbmJinn e mwbbqIl Δαίμον socratico
• mwbbc Draghi
I mwbbsdraghi sono mwbbwcreature mitico-leggendarie, apparentate ai mwbb0rettili ma interpretate in modo molto diverso dai vari popoli. Presenza benefica nella mwbb4mitologia cinese, in cui presenta un aspetto composito di varie parti di mwbb8animali (mwbcaII tipo), è invece un essere mwbcedemoniaco nel mwbcifolklore mwbcmeuropeo, dove acquista le mwbcqali e la capacità di sputare mwbcufuoco, oltre che di mwbcyvolare (mwbccIII tipo).
• mwbco Folletti
I mwbc4folletti, detti anche mwbc8piccolo popolo e mwbdaspiritelli, sono minuscole mwbdecreature del mwbdifolclore, specie del mwbdmnord Europa. Spesso dispettosi ma non malvagi, non presentano sembianze mostruose nel senso di "orribili"; semplicemente la loro altezza li ascrive al mwbdqI tipo secondo la classificazione dei mostri normalmente accettata come mwbdugoblin e mwbdykrampus.
• mwbdk Gnomi
Gli mwbd0gnomi, spesso confusi con i mwbd4folletti, sono nel mwbd8folclore mwbeaeuropeo delle mwbeecreature mwbeifatate simili a mwbemuomini minuscoli. Descritti per la prima volta da mwbeqParacelso, sono spesso raffigurati come baffuti e mwbeubarbuti, oltre che dotati di caratteristici mwbeycappelli a mwbeccono, spesso di colore mwbegrosso.
Pur non avendo un aspetto spaventoso, sono ugualmente da considerarsi dei "mostri" per via delle dimensioni: l'altezza abnorme, infatti, li classifica come mwbeomostri del I tipo.
• mwbe0 Lupi mannari
I mwbfelupi mannari, detti anche mwbfilicantropi o mwbfmuomini-lupo, sono mwbfqcreature della mwbfumitologia e del mwbfyfolclore, divenute tipiche anche della mwbfcletteratura e del mwbfgcinema horror.
Si tratta di normali mwbfoesseri umani, la cui trasformazione in mwbfslupi dipende dal mwbfwciclo lunare e, in particolare, dal mwbf0plenilunio. Spesso la condizione del licantropo è interpretata come una punizione divina e una sorta di mwbf4malattia trasmissibile ad altri individui attraverso il morso (e dunque il mwbf8sangue).
Descritti per la prima volta nel mwbgemito greco di mwbgiLicaone, compaiono in numerosi mwbgmracconti mwbgqfolclorici mwbgumedievali e mwbgymoderni, dove è attestata la notizia secondo la quale possono essere uccisi solo con pallottole d'mwbgcargento.
• mwbgo Mutaforma
I mutaforma sono esseri che hanno la capacità di mutare il proprio corpo in quello che vogliono tranne che in esseri umani se già lo sono. Possono però liberamente trasformarsi a piacere in qualsiasi cosa loro vogliano (ad esempio mwbg4animali, mwbg8alieni, oggetti) Esistono vari tipi di mutaforma: completi, semicompleti e normali: completi sono quelli che riescono a mutare ogni parte del corpo semicompleti invece riescono a mutare tutto il corpo con difficoltà normali si trasformano gli arti. I mutaforma possono essere umanoidi e sovrannaturali
• mwbhm Orchi
Gli mwbhcorchi (mwbhgogres in mwbhkinglese), nel mwbhofolclore e nelle mwbhsfiabe dei paesi mwbhweuropei, specialmente in mwbh0Italia e in mwbh4Francia, sono mostri mwbh8antropomorfi giganteschi, crudeli e divoratori di mwbiacarne umana. Hanno una mwbiebarba folta e irsuta ed un mwbiiventre prominente.
L'orco del folclore è correlato a mwbiqquello della mwbiumitologia norrena (mwbiyorc in mwbicinglese), da cui non sempre è chiaramente distinguibile.
• Vedi anche le voci: mwbioOrchi della Terra di Mezzo, mwbisOrco (fantasy), mwbiwOrco (mitologia norrena) e mwbi0Orco (mitologia romana)
• mwbja Streghe
Con il termini mwbjqstrega s'intende tradizionalmente una persona che esercita la mwbjustregoneria e si ritiene dotata di poteri mwbjyocculti, attribuiti in genere a rapporti con il mwbjcDiavolo (mwbjgIII tipo).
Secondo i casi, la strega è raffigurata come "straordinariamente bella" o "straordinariamente brutta". Nella mwbjofiaba mwbjsmwbjwBiancaneve e i sette nani, ad esempio, mwbj0Grimilde è all'inizio la donna "più bella del reame", poi divenuta seconda alla figliastra e infine resa per sempre deforme da un suo stesso filtro (dettaglio che implica la mwbj4morale della punizione divina).
Anche il carattere della strega è soggetto a interpretazioni e percezioni diverse, che vanno da un'efferata crudeltà a una disinteressata generosità (con varie sfumature intermedie). In varie mwbkafiabe, ad esempio, è questa creatura ad aiutare l'mwbkeeroe regalandogli un mwbkioggetto magico o rivelandogli un segreto utile, spesso dopo avergli fatto superare delle prove.
• mwbku Vampiri
I vampiri sono morti che tornano dalla mwbkktomba per succhiare ai vivi l'essenza vitale, spesso rappresentata dal sangue. Sono attestati in tutti i continenti, con nomi e mwbksmodus operandi assai diversi. Ciò che li accomuna è la compresenza in loro di due caratteristiche opposte, la mwbkwvita e la mwbk0morte, che li rendono creature mwbk4ibride e mostruose. Nell'immaginazione popolare, inoltre, possiedono doti mwbk8sovrannaturali: la capacità di trasformarsi in mwblapipistrello, l'immortalità (nonostante siano mwbletecnicamente morti e privi di ogni attività vitale corporea), l'assenza del loro riflesso negli specchi, l'autonomia della loro mwbliombra. Il Vampiro, nel folklore, può essere ucciso o con un paletto di legno (solitamente di mwblmfrassino) impiantato nel mwblqcuore oppure esponendolo alla luce del sole: infatti i Vampiri la temono, come anche le mwbluchiese.
• mwblg Zombie
Sono esseri cadaverici presentanti evidenti segni di decomposizione e di degrado, si cibano prevalentemente di umani mangiandone l'intero corpo o semplicemente divorandone il cervello. Sono spesso legati a fenomeni di mutazioni genetiche o da evocazioni spirituali, essendo morti viventi non hanno né meta né scopo e vivono soltanto per mangiare.
• Agrippiani
• mwbmqBasilisco
• mwbmyCoccatrice
• mwbmgGlatisant la Bestia
• mwbnaFreddy Krueger
• mwbniDracula
• Il mwbnqmostro di Frankenstein
• mwbnyJabberwocky
• mwbngAlieni
• mwbnoMutanti
• mwbnwKing Kong
• mwbn4Godzilla
• mwboaDr. Jekyll alias Mr. Hyde
• mwboiLa mosca
• mwboqGossamer
• I mostri di mwboymwbocMonster Allergy
• mwbokMike e mwbooSulley, i protagonisti di mwbosmwbowMonsters & Co. e mwbo0mwbo4Monsters University.
• L'Appresto, dal film mwbpamwbpeWinnie the Pooh - Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri
• mwbpmChernabog
• Mulgharat
• mwbpyMostro della laguna nera
• mwbpgUomo lupo
• mwbpoKharis
• mwbpwRe dalle lunghe corna
• mwbp4Abominio
• mwbqaVenom
• mwbqiCarnage
• mwbqqLizard
• mwbqyJohn Jameson
• mwbqgDavy Jones
• mwbqoPennywise
• mwbqwImhotep
• mwbq4Mork
• mwbraIndominus rex
• mwbriMUTO
• mwbromwbrsDigimon
• mwbr0mwbr4Pokémon
• Mostri della Nightmare Enterprises in mwbsamwbseKirby
• Mostri di mwbsmmwbsqYu-Gi-Oh!
• Mostri di mwbsymwbscMiitopia
• mwbskmwbsoMonster Hunter
• mwbswmwbs0Monster Musume
• mwbs8mwbtaMonster Rancher
• mwbtiBem il mostro umano
mwbtq Altri
• mwbtcMostro di Loch Ness
• mwbtkMostro di Fouke
• mwbtsMostro di Montauk
• mwbt0Mostro di Mogollon
• mwbt8Mostro di Crawfordsville
• mwbueBestia del Gévaudan
• mwbumBestia di Busco
• mwbuuBisso Galeto
• mwbucSerpente marino
• mwbukBigfoot
• mwbusYeti
• mwbu0Champ
• mwbu8Ogopogo
• mwbveAlbero mangia-uomini
• mwbvmChupacabra
• mwbvuIsnashi
• mwbvcTarasca
• mwbvkDiavolo del Jersey
• mwbvsGrendel
• mwbv0Wendigo
• mwbv8Uomo falena
• mwbweSlenderman
• Siren Head
• mwbwqVerme di Lambton
Note
cite-note-disc-11. ↑ mwbw0mwbw4mwbw8Mostro: Definizione e significato - Dizionario italiano - Corriere.it, su mwbxaCorriere della Sera. mwbxeURL consultato il 26 gennaio 2024.
cite-note-0-22. ↑ mwbxkmwbxomwbxsmostro - Treccani, su mwbxwTreccani. mwbx0URL consultato il 26 gennaio 2024.
cite-note-etimo-33. ↑ mwbyemwbyimwbymEtimologiamwbyq : mostro;, su mwbyuwww.etimo.it. mwbyyURL consultato il 26 gennaio 2024.
cite-note-44. ↑ mwbyomwbysmwbywmóstro² - Treccani, su mwby0Treccani. mwby4URL consultato il 26 gennaio 2024.
cite-note-liber-55. ↑ Franco Porsia, mwbziLiber monstrorum, Bari, Dedalo Libri, 1976, pagg. 118-119 (compresa la nota 24 sugli mwbzmOtia imperialia di mwbzqGervasius Tilleberiensis).
cite-note-66. ↑ mwbzgmwbzkmwbzomostro - Treccani, su mwbzsTreccani. mwbzwURL consultato il 26 gennaio 2024.
cite-note-taruffi2-77. ↑ Cesare Taruffi, mwbaaStoria della teratologia, Volume 4, 1886 ("Veramente le ragioni dei mostri (e), e quelle degli animali mwbaedeformi (d) sono affini, e in certo modo simili fra di loro: imperocché anche il mwbaimostro è una mwbamdeformità").
cite-note-taruffi-88. ↑ Cesare Taruffi, mwbacStoria della teratologia, Volume 4, 1886 ("Veramente le ragioni dei mostri (e), e quelle degli animali mwbagdeformi (d) sono affini, e in certo modo simili fra di loro: imperocché anche il mwbakmostro è una mwbaodeformità").
cite-note-bellini-99. ↑ Manuele Bellini, mwba4L'orrore nelle arti. Prospettive estetiche sull'immaginazione del limite, Napoli, CIVIS, 2007.
cite-note-foucault-1010. ↑ mwbbiMichel Foucault, mwbbmGli anormali. Corso al Collège de France (1974-1975), Milano, Feltrinelli, 2000 (ed. orig. in mwbbqlingua francese, mwbbuLes anormaux. Course au Collège de France (1974-1975), Paris, Seuil/Gallimard, 1999). L'analisi dell'autore, piuttosto articolata, è riassumibile nelle affermazioni che "il mostro contraddice la legge" ed è "la forma spontanea o primitiva (e di conseguenza naturale) della contro-natura".
cite-note-1111. ↑ mwbbkMaria Luisa Gatti Perer, in mwbboEtimologia e filosofia: strategie comunicative del filosofo nel «Cratilo» di Platone, analizza la distinzione mwbbsplatonica tra ciò che è "secondo natura" e ciò che è "contro natura", cioè "mostruoso". Si sofferma in particolare sul rapporto tra γένος (la "generazione secondo natura") e τέρας (il "mostro") nel mwbbwmwbb0Cratilo.
cite-note-121. mwbcemwbciScudo con testa di Medusa, opera di mwbcmCaravaggio (1598).
cite-note-mds-1313. ↑ Mostri, draghi e serpenti nelle silografie dell'opera di Ulisse Aldrovandi e dei suoi contemporaneimwbck, a cura di Ermanno Carpotti, Mazzotta, 2004. ISBN 88-202-0448-7
cite-note-nh-1414. ↑ mwbdaPlinio il Vecchio, mwbdeNaturalis Historia, Libro VII, traduzione di mwbdiLodovico Domenichi, Venezia, G. Vidali, 1573.
cite-note-1515. ↑ Ermanno Caprotti, mwbdyAnimali fantastici, fantasie zoologiche e loro realtà in Plinio, Como, 1979.
cite-note-1616. ↑ mwbdoMonstrorum historia cum Paralipomenis historiae omnium animalium, Bononiae, Nicolò Tebaldini, 1642 - mwbdsVersione digitale
cite-note-1717. ↑ Francesco Zambon, mwbd8L'iride nel fango. L'anguilla di Eugenio Montale, Parma, Pratiche, 1994.
Voci correlate
• mwbemBestiario
• mwbeuCriptozoologia
• mwbecCreatura leggendaria
• mwbesIbrido
• mwbe0Immaginario
• mwbe8Incubo (mitologia)
• mwbfeMitologia
• mwbfmMostro lacustre
• mwbfuMostro marino
• mwbfcPopoli mostruosi
• mwbfkScienziato pazzo
• mwbfsSoprannaturale
• mwbf0Teratofobia
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikizionario
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• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «mostro»
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) monster, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclopedia-of-science-fiction(EN) Mostro, su The Encyclopedia of Science Fiction.
• mwbgqUrla nell'abisso: 9 livelli di profondità per creare un mostro, su fantasyeydor.com.